A Ponticelli, dove ho partecipato a una serata organizzata dalle associazioni Uniti per Vincere e Inclusione: una sala piena di persone, una comunità viva, accogliente, allegra e profonda allo stesso tempo.
Sul palco si sono alternati sketch divertenti, canzoni e poesie che hanno fatto ridere, emozionare, ma anche riflettere su temi importanti: il genocidio, le morti sul lavoro, la violenza sulle donne.
Un equilibrio perfetto tra leggerezza e consapevolezza, tra il sorriso e la memoria.
In questo territorio, e in quel teatro, mi sento sempre un po’ a casa.
Negli anni ho condiviso tanti momenti che porto nel cuore: le cene con i bambini rom, le feste, i pranzi con gli amici della Comunità di Sant’Egidio… storie di legami intrecciati nel tempo, di strade percorse insieme nei quartieri, nei vicoli, nelle piazze della nostra città.
Ponticelli è un territorio troppo spesso abbandonato a se stesso, ma pieno di risorse da valorizzare, a partire dalla grande umanità dei suoi abitanti e dalla sua storia, fatta di solidarietà, lavoro e dignità.
È stato bello poter parlare di impegno, di coerenza, di un modo diverso di fare politica: più umano, più rispettoso, più vicino alle persone.
Una politica che nasce dall’ascolto, che si misura nei fatti e che vive nei luoghi dove la vita accade davvero.
Ieri ho raccontato anche le ragioni che mi spingono a ricandidarmi.
Perché il mio impegno non nasce con questa campagna elettorale, e non finirà con essa.
Nasce e continua ogni giorno, nei luoghi dove la vita accade davvero, tra le persone, nei loro bisogni, nei loro sogni, nelle loro speranze.
Credo in una politica responsabile, fatta di ascolto, di presenza, di coerenza.
E credo in una cittadinanza consapevole, che non delega ma partecipa, che non si rassegna ma costruisce.
Perché il cambiamento non nasce mai da uno solo: nasce da tutti noi, insieme, passo dopo passo, con coraggio e fiducia.
Grazie di cuore a chi ha reso possibile questa serata così bella e piena di umanità.
Porto con me il calore degli abbracci, gli sguardi, le parole sincere.
Perché è lì, tra la gente, che continuo a sentire il senso più vero del mio impegno.