Così hanno detto alcuni studenti a Napoli, a Castel Capuano, durante un incontro organizzato con le scuole e presentato come momento di approfondimento sul referendum costituzionale sulla giustizia.
E poi si sono alzati e sono usciti dalla sala.
Hanno fatto quello che ogni cittadino libero dovrebbe sentirsi autorizzato a fare quando percepisce che il confronto si trasforma in propaganda: hanno scelto di non partecipare.
In un momento storico in cui i valori fondanti della nostra Costituzione, l’etica pubblica e la politica nella sua accezione più alta vengono messi in discussione da tanti rappresentanti istituzionali nel mondo, sono stati proprio dei giovani a ricordarci una cosa semplice: la democrazia non è indottrinamento.
Io sono convinta sostenitrice del NO a questa riforma.
Ma prima ancora sono una sostenitrice convinta dei valori della democrazia.
La democrazia significa pluralismo.
Significa confronto tra idee diverse.
Significa dare a tutti gli strumenti per capire e scegliere liberamente.
È questo che dobbiamo garantire ai giovani, soprattutto nei contesti formativi: informazione, non propaganda.
Per questo a quelle studentesse e a quegli studenti va il mio rispetto.
Perché la democrazia ha bisogno di cittadini liberi.
E quando dei ragazzi trovano il coraggio di dire “questa non è informazione, questa è propaganda”, stanno già esercitando la forma più alta di cittadinanza.