Ieri sono tornata al Rifugio La Fenice di Ponticelli.
Un luogo che conosco bene, perché ci sono già stata molte altre volte, ma che ogni volta riesce a toccarmi nel profondo.
Sono tornata per accompagnare Lello Zenga, amico caro e artista sensibile e straordinario, che ha voluto “esserci” di persona.
E non per una visita di circostanza, ma per portare una testimonianza sincera di affetto e vicinanza, non solo agli animali, ma anche a chi ogni giorno se ne prende cura con dedizione e sacrificio.
Lello ha voluto donare coperte e cibo, un gesto concreto, semplice, ma pieno di significato. Un modo per dire “ci sono”, per sostenere Melina e i volontari che tengono in piedi questo luogo con una forza silenziosa che merita rispetto e gratitudine.
Entrare in un canile, però, non è mai una passeggiata.
Non lo è per chi ha un cuore che ascolta.
Ci sono cani anziani che aspettano da troppo tempo.
Ci sono cuccioli che non dovrebbero conoscere le sbarre.
Ci sono sguardi che raccontano abbandoni, attese, speranze mai spente.
E ogni volta è impossibile restare indifferenti.
Eppure, in mezzo a tutto questo, c’è anche tanto amore. Quello vero. Quello di chi sceglie di restare, di curare, di non voltarsi dall’altra parte. Quello che ho ritrovato ancora una volta in Melina e nei suoi volontari, che conosco e stimo profondamente.
Oggi è stato importante esserci.
Importante condividere.
Importante ricordare che l’amore per gli animali non è fatto di parole, ma di presenza.
E soprattutto ricordare una cosa che non smetterò mai di ripetere…
I cani non si comprano.
I cani si adottano.
Perché dentro ogni box c’è una vita che aspetta solo una seconda possibilità.![]()


