Pochi giorni fa ho sollevato un caso simile alla Città della Scienza dove – pur in un contesto diverso – vengono utilizzati falchi e altri rapaci per attività di intrattenimento. Animali in grado di volare liberi, costretti invece a vivere con il cappuccio, fermi su un trespolo, privati della loro libertà naturale e della loro dignità.
Chi mi segue sa che da anni mi batto contro l’utilizzo degli animali nei circhi e negli spettacoli. Nel 2025, con le tecnologie oggi disponibili – strumenti multimediali, ologrammi, realtà aumentata – non ha più senso infliggere sofferenze a esseri viventi. È possibile fare meglio, offrendo spettacoli innovativi, a costi ridotti e con un impatto educativo e culturale autentico.
Molti Paesi europei hanno già vietato queste pratiche. In Italia, invece, si attende ancora da troppi anni un decreto attuativo che completi una legge ferma in Parlamento.
Continuerò a lottare affinché anche nel nostro Paese venga vietato l’utilizzo dei mammiferi marini e di qualsiasi altra specie animale per falsi scopi didattici o per spettacoli che nulla hanno di educativo.