Oggi mi sento orgogliosa del risultato che è stato raggiunto: un passo fondamentale per il recupero ed il reinserimento sociale di chi ha commesso reati. È stato sottoscritto un protocollo che ha la finalità di sensibilizzare la comunità sulle tematiche dell’inclusione e promuovere la stipula di convenzioni per lo svolgimento del lavoro di pubblica utilità anche nell’ambito del procedimento di Messa alla Prova.
Un traguardo reso possibile grazie alla fondamentale collaborazione interistituzionale. Il protocollo infatti è stato siglato dal Presidente Vincenzo De Luca, dalla Presidente della Corte d’Appello Maria Rosaria Covelli, dalla Presidente del Tribunale di Napoli Elisabetta Garzo, dalla Direttrice dell’Ufficio di Esecuzione Penale Esterna della Campania. A loro va il mio sincero ringraziamento per il lavoro straordinario svolto con passione e determinazione.
Un grazie speciale a Giusi Forte, appassionata e competente assistente sociale, funzionaria dell’UEPE, referente per le convenzioni per i lavori di pubblica utilità.
Da assessore prima e da componente dell’Osservatorio regionale delle persone private della libertà, sto visitando istituti penitenziari, comunità e strutture di accoglienza in tutta la Campania. Ho incontrato detenuti, operatori del settore e persone che, a causa di problemi psichiatrici o altre fragilità, non possono condurre una “vita libera”. Ascoltare le loro storie mi ha reso ancora più consapevole di quanto sia fondamentale creare percorsi di recupero concreti ed efficaci. Questo protocollo rappresenta un primo importante risultato, perché promuove un approccio che offre un’opportunità di riscatto attraverso il lavoro e l’inclusione sociale per chi ne è destinatario, ma ha anche ricadute positive importanti per l’intera collettività.
Credo fermamente che legalità e giustizia siano principi inderogabili per le nostre comunità. Tuttavia, un’istituzione giusta e responsabile non può limitarsi solo alla punizione: deve offrire strumenti di cambiamento. Chi ha sbagliato deve poter comprendere il proprio errore e avere la possibilità di ricominciare, perché solo così si costruisce una società più equa e sicura per tutti.
Continuerò a lavorare con determinazione per promuovere politiche che garantiscano non solo giustizia e certezza della pena, ma anche percorsi di recupero concreti, capaci di spezzare il circolo che porta spesso alla recidiva e restituire dignità alle persone ed all’intera collettività.