In Commissione Regionale Sanità, è stata incardinata la mia proposta di legge, per il riconoscimento della fibromialgia quale patologia invalidante.
Un risultato importante di cui sono molto orgogliosa e che è molto attesa da tante persone che ne sono affette. Questo provvedimento mira a garantire un adeguato supporto sanitario e sociale a chi soffre di questa sindrome debilitante, migliorando la loro qualità di vita, prevede anche l’importate istituzione di un tavolo tecnico.
La fibromialgia è una sindrome caratterizzata da dolore muscolare cronico diffuso, accompagnato da rigidità, affaticamento, disturbi del sonno, alterazioni dell’umore e difficoltà cognitive.
La diagnosi della fibromialgia è complessa, poiché non esistono test diagnostici specifici. I medici devono procedere per esclusione, valutando attentamente i sintomi riportati dai pazienti. Questo comporta spesso un lungo iter diagnostico, che può durare anche anni, durante i quali le persone affette restano prive di un supporto medico adeguato. Inoltre, la mancanza di un riconoscimento ufficiale della malattia da parte del Sistema Sanitario Nazionale comporta l’assenza di percorsi terapeutici specifici e l’impossibilità per i pazienti di accedere a cure e benefici assistenziali.
Poiché ad oggi non esiste una normativa nazionale che tuteli i pazienti affetti da fibromialgia, la mia proposta di legge prevede disposizioni specifiche per l’assistenza ai pazienti, tra cui l’inserimento della patologia nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza), l’erogazione di esenzioni per farmaci e terapie specifiche, nonché il riconoscimento di agevolazioni lavorative per chi ne è affetto.
Troppe persone soffrono in silenzio, senza un riconoscimento ufficiale della loro condizione e senza gli strumenti necessari per affrontarla. Come rappresentante istituzionale, ritengo sia mio dovere dare voce a chi lotta quotidianamente contro questa malattia invisibile, affinché nessuno sia più lasciato solo nel dolore e nell’indifferenza.