Mentre il Paese affronta crisi economica, disuguaglianze e servizi pubblici al collasso, il Governo sembra preferire distrazioni e propaganda ai problemi reali.
La difesa diventa riarmo e business delle armi. La sicurezza si traduce in decreti repressivi. La tragedia di Garlasco viene trasformata in spettacolo mediatico.
Si parla di merito nella scuola, ma si ostacola l’educazione all’affettività e si torna persino a discutere di classi separate per gli studenti con disabilità. Si proclama la centralità della famiglia, mentre troppe famiglie restano senza sostegni.
E poi c’è il paradosso della “famiglia nel bosco”: durezza contro le famiglie straniere che non rispettano obblighi scolastici e percorsi di integrazione, ma difesa politica quando una famiglia diventa utile alla propaganda. I diritti dei minori e le leggi valgono per tutti o cambiano secondo convenienza?
Intanto si insiste sul costosissimo Ponte sullo Stretto, mentre molte aree del Paese restano senza collegamenti dignitosi.
Agli autotrasportatori esasperati dai costi arrivano controlli e sanzioni: 1.339 persone identificate, 71 denunciate e 242 sanzionate. Prima delle risposte, arrivano le multe.
Si chiede responsabilità ai lavoratori. Ma quella di chi governa dov’è?
Mentre a Gaza muoiono bambini e le comunità cristiane in Terra Santa subiscono violenze, la risposta italiana resta insufficiente. E un ministro trova persino il tempo di giudicare la serietà delle donne dalla lunghezza delle loro gonne.
Le vere priorità sono sanità, lavoro, salari, scuola, trasporti, welfare, tutela dei fragili e futuro dei giovani.
Governare non significa creare nemici e distrazioni. Significa affrontare i problemi e assumersi le proprie responsabilità. E la responsabilità deve cominciare da chi governa.