Sapete qual è il problema? Che nel 2026 dobbiamo ancora spiegare che il corpo di una donna non è un argomento di discussione pubblica.
Nemmeno quando quella donna ha 19 anni. Tanto meno quando parliamo di una delle più forti ginnaste d’Europa.
Lei si chiama Manila Esposito e, mentre qualcuno perde tempo a giudicare il suo corpo, lei continua semplicemente a vincere.
In questi giorni ho letto commenti che arrivano a definirla “troppo grassa per fare ginnastica”, perché evidentemente qualcuno, o qualcuna, si è costruito nella testa il modello perfetto di come dovrebbe essere una ginnasta.
Peccato che Manila non debba corrispondere al modello estetico di nessuno.
Deve salire su una trave larga dieci centimetri, eseguire esercizi che la maggior parte di noi avrebbe difficoltà persino a immaginare, mantenere equilibrio, forza, coordinazione e concentrazione mentre viene giudicata da arbitri internazionali.
E soprattutto deve fare una cosa molto semplice: vincere.
E Manila, guarda caso, vince.
Facciamo allora una cosa che evidentemente interessa meno delle dimensioni del suo corpo: guardiamo i risultati.
Quindici medaglie internazionali tra Europei, Olimpiadi e Coppe del Mondo.
Tutto questo a 19 anni.
Ma niente.
Qualcuno guarda Manila Esposito e la cosa più interessante da scrivere sui social sarebbe che è “grassa”.
Io invece penso che questa storia dica moltissimo non su Manila, ma su di noi.
Perché proviamo a immaginare per un secondo che su quella trave ci fosse stato un uomo.
Un atleta con gambe potenti, muscoli importanti, un fisico costruito per sostenere anni di allenamenti.
Avremmo detto:
“Guardate che potenza.”
“Che forza.”
“Che atleta.”
“Che struttura fisica impressionante.”
Quando invece c’è una donna, troppo spesso non vediamo più la forza.
Vediamo il corpo da giudicare.
Ed è proprio qui il problema.
Il rispetto per le donne comincia anche dalle parole.
Dal capire che il corpo di una donna non appartiene al pubblico.
Che una ragazza non deve essere magra per meritare rispetto.
E soprattutto che una sportiva non deve corrispondere al nostro personale modello estetico per essere considerata una campionessa.
Una campionessa la definiscono i risultati.
E Manila Esposito di risultati ne ha già messi insieme abbastanza da non dover dimostrare proprio nulla a chi passa il tempo a misurarle il corpo invece di guardare ciò che riesce a fare.
Forza Manila.
E grazie.
Perché ogni medaglia che porti a casa vale per lo sport italiano.
Ma ogni volta che sali su quella trave fregandotene di chi pretende di giudicare il tuo corpo, forse stai vincendo qualcosa di ancora più importante per tante ragazze che ti guardano.
Il diritto di essere giudicate per quello che fanno.
Non per come qualcuno pretende che debbano apparire.