Quando, tanti anni fa, scelsi la strada della cooperazione sociale per stare accanto a ragazze, ragazzi e famiglie in difficoltà, chi mi voleva bene sorrideva ogni volta che parlavo di “privilegio”.
“Privilegiata? Tu?”
Con una vita fatta di sacrifici, di responsabilità enormi e, spesso, anche di difficoltà economiche?
Eppure l’ho sempre pensato davvero.
Per me il privilegio non è mai stato scegliere la strada più facile.
È stato poter scegliere la mia strada.
Quella scelta che, negli anni, mi ha regalato l’incontro con persone straordinarie. Persone che, proprio nella difficoltà, hanno trovato la forza di trasformare ostacoli apparentemente insormontabili in occasioni di crescita, amore e condivisione.
Tra queste ci sono gli amici dell’Associazione Voce di… Vento.
Con loro non condivido soltanto l’emozione di uno spettacolo. Ho avuto la fortuna di entrare nei loro laboratori, di trascorrere del tempo con i ragazzi, di ascoltarli, di cantare e ballare insieme a loro, di vedere da vicino il lavoro quotidiano che c’è dietro ogni sorriso, ogni conquista, ogni piccolo passo avanti.
In realtà il musical è soltanto il punto di arrivo di un percorso che dura tutto l’anno.
Ed è lì che si comprende davvero il valore di ciò che fanno.
Lo spettacolo “Noi siamo… Pinocchio” è stato meraviglioso.
Ho visto ragazzi capaci di emozionare un teatro intero con la loro autenticità, la loro energia e la loro straordinaria voglia di vivere.
Forse Pinocchio è davvero il personaggio giusto.
Perché Pinocchio è la storia di chi viene giudicato per quello che sembra, mentre sta semplicemente cercando il proprio posto nel mondo. E quella sera, su quel palco, ho visto tanti ragazzi fare esattamente questo: essere semplicemente se stessi. Ed è questa la forma più bella e più coraggiosa di libertà.
E lo spettacolo è stato soltanto la parte visibile.
La parte invisibile è fatta di laboratori, prove, piccoli traguardi conquistati con pazienza, famiglie che non si arrendono, educatori e volontari che ogni giorno costruiscono inclusione vera, senza clamore, senza telecamere, senza cercare applausi.
Ed è proprio questo che continua a farmi riflettere.
La domanda che continuo a farmi è sempre la stessa: com’è possibile che realtà come questa debbano ancora combattere per trovare un luogo dove svolgere le proprie attività?
Non riesco a rassegnarmi all’idea che chi costruisce ogni giorno comunità, inclusione e speranza debba ancora preoccuparsi di trovare uno spazio dove poter esistere.
Associazioni come Voce di… Vento non sono un servizio “in più”.
Sono un patrimonio della nostra comunità.
Un ringraziamento speciale alla Regione Campania e alla Direzione dell’Istituto Paolo Colosimo per aver aperto le porte del meraviglioso Teatro Barocco a una serata così intensa e a Maria Rosaria Toso. Prima ancora che presidente dell’Associazione Voce di Vento, un’amica cara.
Conosco la passione, la fatica, le preoccupazioni e l’amore che metti ogni giorno in questo progetto. E conosco il cuore immenso di tutte le persone che camminano accanto a te.
La mia gratitudine e il mio affetto per voi sono sinceri e profondi.
Finché potrò, non vi mancherà mai il mio sostegno.
Perché, se oggi continuo a sentirmi una donna privilegiata, è anche grazie a persone come voi.
Persone che ogni giorno mi ricordano che il bene non ha bisogno di fare rumore per cambiare il mondo.
Lo fa in silenzio.
Un laboratorio alla volta.
Un sorriso alla volta.
Una vita alla volta. ![]()