I luoghi in cui crescono i nostri figli raccontano quanto li rispettiamo e quanto crediamo nel loro futuro.
Apprezzo sinceramente la disponibilità mostrata oggi ad ascoltare le esigenze dei ragazzi. È un segnale importante, perché costruire percorsi educativi efficaci parte proprio dalla capacità delle istituzioni di mettersi in ascolto e di dialogare con loro.
Allo stesso tempo, però, non posso nascondere una perplessità: molte di quelle istanze erano già state espresse in passato — e solo ora sembrano trovare maggiore attenzione.
Il rischio è che i giovani si sentano ascoltati solo quando alzano la voce, e questo non è il messaggio giusto da trasmettere.
I ragazzi devono sapere che le loro opinioni contano sempre, anche quando non fanno rumore. Per questo dobbiamo lavorare insieme per costruire luoghi dignitosi, rispettosi e accoglienti, in cui possano crescere sentendosi valorizzati e riconosciuti.
Nella nostra regione dobbiamo impegnarci di più affinché tutte le scuole siano spazi curati e accoglienti, capaci di accompagnare i ragazzi non solo nel percorso di istruzione, ma anche nella loro crescita personale, relazionale e civica.
Perché educare non è solo insegnare: significa prendersi cura di quanto abbiamo di più prezioso.