A Casoria un uomo agli arresti domiciliari, sorpreso dai Carabinieri mentre violava la misura, ha provato ad aizzare due grossi molossi contro i militari. L’assurdo è che uno dei cani ha finito per mordere proprio il suo proprietario, che ora dovrà rispondere di evasione, resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Al di là dell’episodio in sé, questa vicenda ripropone con forza un tema che non possiamo più ignorare:
troppi animali vengono trasformati in strumenti di violenza da persone con precedenti penali gravi;
troppi cani crescono in contesti dove diventano oggetti di intimidazione o difesa illegale, invece che compagni di vita.
Serve una legge chiara: chi ha condanne per reati gravi non deve poter detenere cani con caratteristiche che potrebbero costituire un pericolo, soprattutto se allevati e gestiti in maniera impropria. E serve che i controlli scattino subito, già al momento della condanna, per tutelare i cittadini ma soprattutto per salvare gli animali da un destino che non meritano.
Nei prossimi giorni mi informerò personalmente sul destino di questi due cani, perché non possono restare nelle mani sbagliate.