Se davvero amate gli animali, questo è il momento di dimostrarlo.
La riforma della legge sulla caccia non è stata fermata. È ancora all’esame della Commissione Agricoltura della Camera.
La procedura d’urgenza è stata accantonata grazie alla mobilitazione di associazioni, cittadini, ricercatori, veterinari e di chi, in queste settimane, ha deciso di non restare in silenzio. È un risultato importante. Ma non basta.
È proprio adesso che si decide tutto.
Mi rivolgo alle deputate e ai deputati del centrodestra che hanno sempre dichiarato di amare, o almeno rispettare, gli animali. E mi rivolgo anche a chi, in questi giorni, ha assicurato che avrebbe cercato di fermare o modificare questa riforma.
Questo è il momento della verità.
Non bastano le dichiarazioni, i tentativi, le parole.
Serve una presa di posizione forte, pubblica e inequivocabile.
Perché dietro questa legge non ci sono semplicemente norme tecniche.
C’è un’idea di società.
L’idea che sia normale catturare animali da usare come richiami vivi, costringendoli a vivere in gabbia, esposti alle intemperie e sottoposti a pratiche estremamente dolorose.
L’idea che sia accettabile disseminare il territorio di trappole e ampliare gli spazi destinati all’attività venatoria.
L’idea che si possano addestrare cani attraverso pratiche che provocano sofferenza e privazioni.
L’idea che si possa continuare a sparare ad animali selvatici, trasformando esseri viventi in bersagli e intervenendo anche in periodi particolarmente delicati per la riproduzione e la sopravvivenza delle specie.
L’idea che un bambino possa essere educato fin da piccolo a considerare un fucile uno strumento di svago e la morte di un animale un passatempo.
L’idea che sia inevitabile convivere con il rischio che un colpo raggiunga un escursionista, un ciclista, un cercatore di funghi, un agricoltore, un cane, un gatto o un altro animale per errore.
L’idea che la natura sia qualcosa da dominare, anziché un equilibrio delicato da custodire.
E invece la fauna selvatica svolge un ruolo essenziale negli ecosistemi. Alterarne gli equilibri significa impoverire la biodiversità, indebolire gli habitat e compromettere un patrimonio che appartiene a tutti, non soltanto a chi impugna un fucile.
In un tempo in cui il mondo è attraversato da guerre, bombardamenti e violenza, dovremmo condividere il valore della vita, della convivenza e del rispetto per ogni essere vivente.
Non possiamo accettare che proprio oggi si scelga di ampliare gli spazi della morte e della sofferenza.
Per questo chiedo ai parlamentari della maggioranza che hanno espresso dubbi di dimostrarlo con i fatti.
Fermate questa riforma.
Perché non si sta decidendo soltanto il futuro della caccia.
Si sta decidendo quale idea di Paese vogliamo consegnare alle prossime generazioni.
E rivolgo un appello a tutti i parlamentari, di maggioranza e di opposizione: se si arriverà al voto – spero proprio di no – siate presenti quando arriverà quel momento. Non voltatevi dall’altra parte. Non scegliete la neutralità.
Scegliete il bene comune, non gli interessi di una lobby.
Il momento di scegliere da che parte stare è adesso.