Il lavoro non è solo reddito. È dignità, riconoscimento sociale, autonomia, libertà.
È la base su cui si costruiscono la giustizia sociale e la coesione di una comunità.
Nel celebrare il Primo Maggio, non possiamo limitarci a ricordare le conquiste del passato. Dobbiamo guardare con responsabilità alle sfide del presente e al futuro che vogliamo costruire.
Perché oggi accade troppo spesso che si lavori e si resti poveri.
Che la precarietà diventi una nuova forma di esclusione sociale.
Che il diritto a un lavoro dignitoso non sia garantito a tutti.
Il lavoro deve tornare ad essere la base del welfare moderno.
Negli anni ho incontrato tante persone che lavorano ogni giorno con fatica e responsabilità, ma senza certezze. È a loro che penso oggi. Non esiste lavoro senza welfare, e non esiste welfare efficace senza lavoro.
Il welfare non è un costo: è un investimento che permette alle persone di vivere, crescere, lavorare, non essere lasciate sole nei momenti di difficoltà.
Il Primo Maggio riguarda soprattutto i giovani. Ragazzi e ragazze che vivono tra contratti instabili e difficoltà a costruire una vita autonoma.
Troppi sono costretti a lasciare il nostro Paese per trovare altrove opportunità che qui non riescono ad avere.
C’è poi un lavoro spesso invisibile, ma fondamentale: il lavoro di cura. Operatori sociali e sanitari, caregiver familiari, donne e uomini che ogni giorno tengono insieme la nostra società. Il lavoro che cura è il lavoro che tiene insieme la società. E merita riconoscimento, diritti e tutele.
Infine, dobbiamo guardare al futuro con coraggio. Investire nell’economia sostenibile significa creare nuove opportunità, nuovi mestieri, nuova dignità.
Il lavoro è il fondamento della nostra Repubblica. Non è solo una questione economica: è una questione di giustizia sociale, di diritti, di dignità.
Buon Primo Maggio a tutte e a tutti.
Il lavoro dignitoso non è un privilegio: è un diritto.![]()