Oggi Hind avrebbe compiuto 8 anni. E invece è stata uccisa a 6 anni, mentre chiedeva aiuto.
Era sola. Era terrorizzata.
Il 29 gennaio 2024 Hind Rajab stava fuggendo da Gaza City con i suoi familiari quando l’auto su cui viaggiava è stata colpita dal fuoco di un carro armato israeliano.
Hind è sopravvissuta all’attacco. È rimasta intrappolata per ore nell’auto, tra i corpi dei suoi familiari.
Ha preso il telefono.
Ha chiamato i soccorritori.
Ha implorato aiuto.
Un’ambulanza è partita per salvarla. Aveva ricevuto il coordinamento di sicurezza. Nonostante questo, è stata colpita anche quella. Sono stati uccisi i paramedici.
Il carro armato che ha sparato era a poche decine di metri. A quella distanza era perfettamente possibile distinguere chi si trovava dentro quell’auto.
Civili.
Bambini.
Il corpo di Hind è stato trovato dodici giorni dopo. Dodici giorni!
Tutti abbiamo potuto sentire quella voce. La sua paura. La sua richiesta di aiuto.
Quella voce non deve dare pace.
In un video che circola in rete, uno studente ha gridato parole di indignazione e di dolore, citando anche sua nonna, ebrea sopravvissuta all’Olocausto:
“L’esercito israeliano ha ucciso oltre 70.000 palestinesi. Oltre 300 giornalisti. L’IDF ha ucciso oltre 1.700 operatori sanitari. Ha preso di mira i bambini…. Per loro è solo lavoro.
(Hind Rajab) aveva sei anni. È stata colpita 335 volte.
Quando mia nonna ebrea, mi ha parlato dell’Olocausto, mi ha detto MAI PIÙ. QUESTO NON È MAI PIÙ.
Mai più, per favore, mai più per tutti.
E se la giustizia esiste, l’IDF cadrà. Sarete perseguiti in tribunale. La giustizia prevarrà.”
Sono parole potenti.
Parole che pesano.
Perché una bambina di sei anni non è un danno collaterale.
Non è un errore operativo.
Non è un effetto inevitabile della guerra.
Se i fatti saranno confermati, rappresentano una grave violazione del diritto internazionale umanitario.
E se esiste una giustizia, chi ha ucciso dovrà risponderne.
Davanti alla storia.
Davanti al mondo.
Davanti ai tribunali.
Oggi non festeggiamo un compleanno. Ricordiamo una bambina. Hind Rajab. Sei anni. Uccisa mentre implorava di vivere.
E continueremo a dirlo, con fermezza: Mai più non può essere una promessa selettiva.
Deve valere per tutti. Sempre. Ovunque.