Dare dell’antisportivo a Giovanni Di Lorenzo è un insulto non solo al capitano del Napoli, ma a un professionista esemplare che ha sempre incarnato rispetto, correttezza e senso del dovere.
Chi ha indossato la divisa da arbitro dovrebbe sapere che le parole pesano, soprattutto quando colpiscono ingiustamente chi rappresenta con orgoglio una squadra e un’intera città.
Il problema non è Di Lorenzo, ma un sistema che continua a tollerare la mancanza di rispetto verso il Sud e verso chi non appartiene ai “soliti poteri forti” del calcio.
Basta due pesi e due misure.
Basta lezioni di moralità da chi dovrebbe tacere.
Di Lorenzo è un esempio.
Chi lo accusa, invece, è solo la prova che nel calcio italiano il pregiudizio non è ancora stato espulso.