Parlare alla pancia è semplice.
Raccontare la realtà con rispetto per le persone è una scelta politica.
Post lungo, ma necessario per fare chiarezza.
Ho ascoltato il video pubblicato da Matteo Salvini in cui afferma che, per una sentenza del Tribunale di Palermo sul caso Sea Watch, gli italiani “dovranno pagare 76.000 euro”, collegando questa vicenda all’invito a votare Sì al referendum del 22 e 23 marzo.
La realtà è diversa.
Parliamo di un rimborso delle spese legali stabilito da un tribunale al termine di un procedimento concluso senza responsabilità penali.
Quei 76.000 euro non sono uno slogan:
sono il costo di un provvedimento ritenuto illegittimo.
Nel 2019 il ministro dell’Interno era Matteo Salvini.
Fu lui a firmare il fermo della nave.
Il risultato è che la collettività dovrà pagare il conto della scelta sbagliata di chi invece doveva salvaguardare gli interessi ed il benessere di quella collettività.
Eppure si continua a raccontare una storia costruita per parlare alla pancia del Paese.
Allora una domanda, senza polemica ma per amore della verità:
che fine hanno fatto i 49 milioni di euro dei rimborsi elettorali della Lega ritenuti non dovuti?
Altro che 76.000 euro.
Colpisce l’indignazione per una cifra che un Ministro della Repubblica percepisce in circa sei mesi di stipendio.
Chi rappresenta le istituzioni dovrebbe conoscere il valore del denaro guadagnato lavorando davvero. Solo così si può comprendere cosa significhi arrivare a fine mese.
Il paradosso è evidente:
chi ha causato il danno oggi urla contro chi lo certifica.
E mentre lo Stato risarcisce per un atto illegittimo, si attaccano i magistrati e si usa questa vicenda per fare propaganda sul referendum.
Su questo voto la differenza è chiara:
il Sì vive di slogan e semplificazioni utili a chi ha un interesse politico diretto;
il No nasce da argomentazioni nel merito di costituzionalisti, giuristi e studiosi che pongono una questione seria: l’equilibrio tra i poteri dello Stato e l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge.
La fiducia nella politica si ricostruisce con la verità e con la coerenza, non alimentando la rabbia delle persone.
E anche sulla partecipazione al voto bisognerebbe avere memoria:
lo stesso Governo che oggi invita gli italiani alle urne per il sì, al precedente referendum li invitava a disertare le urne andando al mare.
Informatevi.
Ascoltate posizioni diverse.
Leggete i testi.
Il voto è una cosa seria.