C’è una cosa che ci unisce più di qualsiasi appartenenza politica:
il modo in cui scegliamo di difendere chi non ha voce.
È da lì che si misura la civiltà di un Paese.
In questi mesi le scelte del Governo stanno andando tutte nella stessa direzione.
Con il Milleproroghe sono stati cancellati i divieti italiani sulla sperimentazione animale per studi sulle sostanze d’abuso e sugli xenotrapianti.
Non era un obbligo europeo: è una scelta politica rinunciare alle norme più avanzate che avevamo introdotto e allontanarsi dagli investimenti sui metodi alternativi e su una ricerca davvero innovativa.
Sulla caccia sono in campo proposte che, se approvate, significherebbero stagioni più lunghe, più specie cacciabili, più deroghe e meno tutele per la fauna selvatica, con rischi anche per la sicurezza delle persone e per habitat oggi protetti.
Sugli animali nei circhi abbiamo una legge dello Stato che ne prevede il superamento, ma i decreti attuativi non arrivano e intanto i circhi con animali continuano a essere finanziati con risorse pubbliche.
La legge che inasprisce le pene per i maltrattamenti è un passo avanti importante.
Ma non interviene sui grandi ambiti di sfruttamento ancora consentiti: allevamenti intensivi, spettacoli, caccia, sperimentazione.
Puniamo di più il singolo colpevole senza cambiare il sistema che produce quella sofferenza ogni giorno.
Anche sul provvedimento in discussione sugli animali d’affezione il rischio, per come è scritto oggi, è di avere più burocrazia per chi adotta, la stigmatizzazione di alcuni cani e nessuna vera azione contro il mercato che alimenta acquisti per moda e abbandoni.
La tutela degli animali si misura dalla coerenza delle scelte.
In Campania ho lavorato per contenere ciò che non può essere abolito con una legge regionale: atti in Consiglio, richiesta di controlli, difesa delle aree più fragili.
E ogni giorno, contro il randagismo, al fianco di rifugi, associazioni e volontari, per le adozioni e per i sequestri degli animali maltrattati.
Non tutto si può fermare.
Ma si può sempre scegliere da che parte stare.
Io continuerò a esserci, senza fare un passo indietro.
Se anche voi credete in questa battaglia, facciamola vivere ogni giorno, insieme.