Il gesto del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oggi al plenum del Consiglio Superiore della Magistratura, non è stato un atto formale.
È stato un richiamo alto al senso dello Stato, all’equilibrio democratico e al rispetto tra le istituzioni.
Un richiamo che riguarda la vita concreta delle persone.
Il rispetto tra i poteri della Repubblica non è una questione per addetti ai lavori:
è la prima garanzia dei diritti dei cittadini.
Quando un’istituzione viene delegittimata, quando il confronto politico supera il limite del rispetto, a indebolirsi non è un organismo dello Stato.
Si indebolisce la tutela di chi ha più bisogno.
Diventano più fragili:
🔹 il diritto alla giustizia
🔹 la protezione sociale
🔹 l’uguaglianza davanti alla legge
🔹 la difesa di chi non ha voce
Le politiche per il welfare, per l’inclusione, per le famiglie, per i minori, per le persone in difficoltà e per la tutela degli animali vivono dentro istituzioni credibili, autorevoli e rispettate.
Per questo le parole del Capo dello Stato parlano a tutte e a tutti noi.
Difendere l’autonomia degli organi costituzionali non è una posizione di parte.
È una scelta di giustizia sociale.
In anni complessi, il suo equilibrio e la sua fedeltà alla Costituzione hanno rappresentato un presidio fondamentale per la nostra democrazia.
Per questo sento il dovere di dire:
grazie Presidente Mattarella.
Perché dove le istituzioni sono forti,
i diritti delle persone sono più forti.