Non tutti conoscono il fenomeno Hikikomori: giovani che scelgono di isolarsi volontariamente dalla società e dalla vita quotidiana.
Un fenomeno in crescita, che coinvolge non solo i ragazzi, ma anche genitori, famiglie, educatori e l’intera comunità.
L’incontro che si è tenuto a Città della Scienza è stato un momento prezioso di ascolto e confronto, arricchito dalle testimonianze di chi vive ogni giorno questa realtà: genitori, psicologi e operatori impegnati a ricostruire legami, a restituire fiducia e a migliorare la vita di tanti giovani e delle loro famiglie.
Al di là di quella porta chiusa ci sono i nostri figli, i nostri ragazzi.
E spesso, da genitori, ci si sente impotenti, incapaci di proteggerli da un dolore che non sempre si vede, ma che pesa come un macigno.
A loro — e a tutte le famiglie che ogni giorno affrontano questa solitudine — va il mio pensiero più sincero e la mia vicinanza.
Ma la solidarietà, da sola, non basta.
Serve la volontà e la determinazione di portare avanti azioni concrete, affinché le istituzioni prendano piena coscienza della gravità del problema e affianchino davvero chi vive questa condizione.
Un ringraziamento sentito a Cittadinanza Attiva Campania per l’organizzazione e per l’impegno costante su temi di grande rilevanza sociale.
E un grazie speciale all’Associazione Hikikomori Italia Genitori, che ogni giorno offre ascolto, sostegno e speranza a tante famiglie che vivono questo difficile percorso. ![]()
Sensibilizzare, ascoltare e promuovere iniziative di sostegno è il primo passo per costruire comunità più inclusive e solidali.
Continuerò a impegnarmi perché nessun ragazzo e nessuna famiglia si sentano più soli.



