In Campania, ad oggi, sono stati registrati 23 casi di infezione da virus West Nile, di cui quattro purtroppo con esito letale, concentrati in un’area circoscritta della provincia di Caserta. A livello nazionale, i decessi complessivi sono otto.
Secondo i dati forniti dalla Regione, il virus colpisce principalmente persone con fragilità o patologie pregresse. Nonostante i casi siano in aumento, non si può parlare di emergenza sanitaria. Il picco è atteso dopo la metà di agosto, seguito da una rapida discesa, come già accaduto negli anni precedenti. Al momento si parla di un cluster limitato.
È importante sapere che il virus non si trasmette da persona a persona: si diffonde esclusivamente attraverso la puntura di zanzare infettate, le quali si contagiano nutrendosi del sangue di uccelli portatori sani.
In queste ore, molti comuni campani, in sinergia con le ASL, stanno attuando interventi intensivi di disinfestazione e trattamenti larvicidi, al fine di ridurre al minimo il rischio di diffusione.
Non c’è quindi alcun allarme per la nostra regione. Negli anni precedenti le zone più colpite erano Emilia-Romagna e Veneto, mentre nel 2025 il virus ha interessato in misura maggiore Lazio e Campania: si tratta di un parziale spostamento geografico del fenomeno, già noto ai sistemi di sorveglianza.
Un’informazione fondamentale riguarda le donazioni di sangue: non esistono rischi né limitazioni. Grazie ai controlli mirati anche per il virus West Nile, nessuna attività di donazione è stata sospesa, nemmeno nei territori più coinvolti. Continuiamo a donare, perché è un gesto sicuro e indispensabile.
Resto in costante contatto con le autorità sanitarie e con le ASL. Il fenomeno, seppur da monitorare, è sotto controllo e al momento non presenta numeri superiori agli anni passati.
Continuerò ad aggiornarvi con dati certi e fonti ufficiali.