Non è stata una fatalità. Quello che è accaduto a Ischia è il risultato di una catena di responsabilità che si è interrotta troppo tardi.
Nei giorni scorsi, una donna è stata gravemente ferita dal cane detenuto in casa. L’animale non si è staccato e, per fermare l’aggressione, le Forze dell’ordine sono intervenute abbattendolo. La donna ha riportato conseguenze gravissime.
Un altro cane presente nell’abitazione è stato posto sotto sequestro.
È una tragedia.
Per la persona ferita.
Per il cane ucciso.
Per l’animale che oggi è sotto sequestro e rischia di pagare, ancora una volta, colpe che non sono sue.
Ma soprattutto è una tragedia annunciata.
Quando esistono segnali evidenti di maltrattamento, di incuria, di gestione inadeguata o di condizioni incompatibili con il benessere animale, le istituzioni devono intervenire prima.
Non dopo.
Non quando il danno è già irreparabile.
In queste ore ho letto molti titoli e commenti che puntano il dito contro la razza.
È la scorciatoia più semplice.
Ma è anche la più sbagliata.
Un articolo pubblicato da Fanpage ha avuto il merito di affrontare il tema con serietà, ricordando due aggressioni avvenute quasi nelle stesse ore: quella di Ischia e quella, altrettanto grave, di una bambina ferita da un Golden Retriever nel Lazio.
Due episodi diversi.
Due razze diverse.
Una stessa verità: non è la razza a determinare la pericolosità, ma la gestione umana.
In situazioni come questa, dopo un primo episodio di aggressione, devono scattare immediatamente verifiche rigorose e, se necessario, provvedimenti di tutela, controllo e osservazione degli animali coinvolti.
Non per punire. Ma per prevenire.
La vera emergenza non è la razza.
La vera emergenza è la responsabilità umana.
Ma è anche la responsabilità delle istituzioni di garantire controlli, prevenzione e interventi tempestivi.
Servono regole chiare.
Servono controlli veri.
Serve una cultura della responsabilità.
Ed è su questo che continuerò a lavorare con determinazione, come ho fatto in questi anni: per costruire un sistema più serio, più competente e più tempestivo nella tutela degli animali e nella sicurezza delle persone.