A Roccadaspide un cane è morto legato a una catena, sotto il sole. Un altro starebbe ancora lì, nelle stesse condizioni.
Non riesco a trovare nulla di normale, nulla di tollerabile, in una morte così.
E c’è una circostanza che, se confermata, rende tutto ancora più grave: mi viene riferito che una segnalazione sarebbe stata fatta il 24 aprile.
Se è vero, allora non c’è una sola domanda da fare.
Chi sapeva? Chi è stato avvertito? Cosa è stato fatto in tutto questo tempo?
E soprattutto: perché questo cane è morto così?
Perché un cane non muore così in poche ore. Muore lentamente. Soffre lentamente. Aspetta inutilmente qualcuno che arrivi. E mentre lui restava lì, senza possibilità di ripararsi, legato, completamente indifeso, qualcuno avrebbe già chiesto aiuto.
Nel post pubblicato da Gianna Senatore & Associazione Zoofila Nocerina ODV, che ringrazio per aver acceso i riflettori su questa vicenda, si parla anche di una persona “già nota” e di segnalazioni precedenti. Anche questo è un elemento che andrà verificato con la massima attenzione, perché se dovessero emergere precedenti o situazioni già conosciute, il quadro sarebbe ancora più inquietante.
È questo che voglio capire. Senza sconti. Senza imbarazzi.
Perché se davvero c’è stata una segnalazione ignorata, sottovalutata o lasciata cadere nel vuoto, allora non siamo soltanto davanti a un caso di maltrattamento gravissimo. Siamo davanti a un fallimento che chiama in causa responsabilità precise.
Approfondirò immediatamente questa vicenda, informando anche l’Assessora regionale competente, e chiederò di verificare:
* se la segnalazione del 24 aprile esista;
* chi l’abbia ricevuta;
* quali controlli siano stati effettuati;
* perché, eventualmente, non si sia intervenuti in tempo.
Nello stesso tempo, chiederò che venga immediatamente verificata e messa in sicurezza la condizione dell’altro cane ancora vivo, perché non possiamo permettere che a questa tragedia se ne aggiunga un’altra.
E voglio essere molto chiara: la nuova legge contro la detenzione dei cani a catena e il maltrattamento degli animali nasce proprio perché non si può più fingere di non vedere.
Se qualcuno aveva il dovere di intervenire e non lo ha fatto, non mi accontenterò di spiegazioni generiche. Perché un animale lasciato morire così non può diventare l’ennesima storia destinata a indignare per un giorno e poi sparire nel silenzio.
Qualcuno dovrà spiegare cosa è successo. E, se necessario, risponderne.