Questa storia colpisce allo stomaco e deve farci riflettere davvero: abbandonare un cane, seppur davanti ad un rifugio, non significa “dargli un’opportunità”.
Significa spezzare un legame, tradire una fiducia, infliggere paura a una creatura che è stata in casa nostra magari per anni…ma come si fa?
È un atto crudele e irresponsabile e proprio per questo motivo ho ritenuto doveroso fare questa segnalazione alle autorità competenti, che ringrazio sentitamente.
Se oggi quel cane è al sicuro, lo dobbiamo soltanto a chi da anni si prende cura degli ultimi senza clamore: associazioni, volontari, rifugi.
Persone che si rimboccano le maniche dove la società si gira dall’altra parte.
Poche settimane fa sono stata proprio al Rifugio La Fenice ADLA onlus “official web page”: da anni sono testimone dell’impegno quotidiano, le corse per accogliere animali traumatizzati, le spese da sostenere, in tante circostanze ho ascoltato preoccupazioni e paure che non possono restare senza risposta, condivise da tutti i rifugi e le associazioni di volontari che conosco.
Non bastano più le parole, non basta l’indignazione.
Serve consapevolezza e responsabilità da parte di tutti, ma serve anche una politica che non lasci soli i territori e istituzioni che non abbandonino chi salva vite ogni giorno ed è invece una risorsa da sostenere, riconoscere e valorizzare.