Ogni volta che leggiamo la notizia di un incidente stradale, c’è una parola che mi fa male. “Incidente”.
Come se fosse una fatalità. Come se fosse destino. Come se non ci fosse responsabilità.
E invece no. Gli incidenti stradali non sono solo un problema di traffico. Sono un problema di sicurezza pubblica, di responsabilità collettiva e, soprattutto, di tutela della vita.
I dati più recenti ci consegnano una realtà che non possiamo ignorare: in Campania si registrano ogni anno oltre 10.000 incidenti stradali, con centinaia di morti e migliaia di feriti.
Un numero che, anziché diminuire, in alcuni casi è tornato a crescere, in controtendenza rispetto agli obiettivi europei di riduzione delle vittime sulle strade.
A Napoli questa emergenza assume un volto ancora più drammatico. Tra le vittime ci sono spesso le persone più fragili: pedoni, anziani, giovani. Persone che stavano semplicemente attraversando una strada, tornando a casa, vivendo la propria quotidianità. Non possiamo considerare tutto questo una fatalità.
Ogni incidente evitabile è una responsabilità che riguarda tutti: istituzioni, cittadini, amministrazioni, forze dell’ordine.
Per questo è necessario rafforzare una strategia seria e strutturata sulla sicurezza stradale, che metta al centro:
• controlli più efficaci e costanti
• interventi concreti sulla sicurezza delle strade e degli attraversamenti
• educazione e prevenzione, a partire dai più giovani
• una cultura del rispetto delle regole e della vita
La sicurezza stradale non è un tema secondario. È una questione di civiltà. È una questione di rispetto per la vita. Dietro ogni numero c’è una storia. Una famiglia. Un dolore che non dovrebbe esistere.
Ed è per questo che non possiamo rassegnarci. Dobbiamo continuare a lavorare, con determinazione e responsabilità, perché nessuno debba perdere la vita semplicemente per strada.
La vita delle persone viene prima di tutto. Sempre.
