Oggi, in provincia di Napoli, è stato scoperto l’ennesimo allevamento clandestino: 43 cani chiusi in gabbie anguste, tra rifiuti, escrementi e carcasse. Animali trattati come merce, destinati a un commercio illegale che vale decine di migliaia di euro.
Questi fatti non possono lasciarci indifferenti. Perché il maltrattamento degli animali non è solo una questione di legalità, ma di civiltà.
Serve, tuttavia, dirci una verità scomoda: questo mercato esiste perché c’è domanda. Finché continueremo a comprare cani “di razza” a prezzo stracciato da allevamenti abusivi, continueremo ad alimentare un sistema fatto di sofferenza, speculazione e morte. E diventiamo corresponsabili, anche se indirettamente.
Occorrono controlli, sanzioni e norme più efficaci, ma serve anche responsabilità nelle scelte di ciascuno. Prima di acquistare un cane, chiediamoci da dove viene, in quali condizioni è nato e cresciuto, e chi stiamo finanziando.
E, soprattutto, ricordiamoci che nei canili e nei rifugi ci sono cani di tutte le età e taglie che aspettano una famiglia. Adottare significa salvare una vita.
In Campania abbiamo realtà straordinarie che lavorano ogni giorno tra mille difficoltà: canili comunali, rifugi, associazioni e volontari che garantiscono cure, protezione e dignità a centinaia di animali. Sosteniamoli, conosciamoli, adottiamo. È una scelta concreta che cambia il destino di tanti esseri viventi.
Difendere gli animali significa difendere la nostra idea di comunità: più giusta, più attenta, più umana.
Ed è per queste motivazioni, che condividerò con l’assessora regionale Fiorella Zabatta questa vicenda, al fine di fare chiarezza sull’accaduto.