La Gaiola è un luogo unico.
Ma la sua unicità non è casuale.
È il risultato di un lavoro quotidiano.
Ieri abbiamo celebrato la Giornata del Mare.
Oggi ho partecipato alla presentazione dei risultati del progetto URCHIN, dedicato allo studio dell’habitat coralligeno nel golfo di Napoli, nel cuore del nostro straordinario Parco sommerso della Gaiola.
Un ecosistema prezioso, fragile, riconosciuto dalla comunità scientifica.
Un patrimonio coralligeno raro, che vive nel mare di una grande città come Napoli: un fatto straordinario, che rende la Gaiola un caso quasi unico nel Mediterraneo.
Ma soprattutto un esempio concreto di come la tutela dell’ambiente funzioni davvero quando esistono competenze, responsabilità e visione.
Il Parco sommerso della Gaiola non è solo un’area protetta.
È un modello di gestione pubblica.
Un presidio scientifico, educativo e ambientale che ogni giorno difende la biodiversità, promuove la conoscenza e rende possibile una fruizione rispettosa del mare.
Per questo, quando presentai la mozione per la Gaiola, lo feci con una convinzione precisa:
proteggere questo luogo significa sostenere il lavoro dell’Ente Parco e rafforzare una istituzione che rappresenta una eccellenza per Napoli e per l’Italia.
Preservare la Gaiola significa difendere un patrimonio comune.
E significa riconoscere il valore di chi, ogni giorno, lo custodisce.
La Gaiola è unica.
E la sua tutela è una responsabilità collettiva.