Il Vesuvio brucia. E con lui, la vita che lo abita.
Dal 15 giugno in Campania abbiamo già contato oltre 1.000 incendi.
Boschi in cenere, aria irrespirabile, suolo devastato… e migliaia di animali morti tra le fiamme o condannati a morire di fame e sete perché il loro habitat è sparito in poche ore.
Volpi, ricci, rapaci, scoiattoli, rettili, insetti impollinatori: interi ecosistemi cancellati.
Il WWF ricorda che prevenire costa 8 volte meno che spegnere.
Eppure ogni estate ci ritroviamo a vedere Canadair ed elicotteri riversare milioni di litri d’acqua nel tentativo disperato di fermare il fuoco, mentre i piromani restano impuniti, i terreni agricoli restano abbandonati, la biomassa non viene gestita e i piani antincendio restano sulla carta.
Questa non è “solo” un’emergenza ambientale: è un crimine contro la natura e contro il nostro futuro.
Servono piani antincendio boschivo realmente operativi, fondi destinati alla prevenzione, controlli serrati e pene certe per chi appicca il fuoco o ne favorisce la propagazione.
E serve la responsabilità di tutti noi: vigilare, segnalare comportamenti pericolosi, denunciare.
Perché ogni ettaro che brucia non è solo un pezzo di bosco:
è un pezzo di noi e della vita di migliaia di animali che se ne va in fumo.